Musica, relazione e comunità: le classi seconde incontrano Alberto Vassallo
Nell’ambito delle attività preparatorie al progetto “Giro d’Italia per la Pace”, gli studenti delle classi 2AS e 2ES del Liceo “Leonardo da Vinci” di Alba hanno incontrato Alberto Vassallo, musicoterapeuta e cooperante internazionale, per un momento di confronto dedicato al valore della musica come strumento di relazione, cura e costruzione di comunità.
L’incontro, svoltosi lunedì 25 maggio nell’aula polivalente della sede centrale dell’Istituto, ha offerto agli allievi l’occasione di conoscere un’esperienza professionale e umana fuori dagli schemi. Originario di Savigliano, Vassallo ha raccontato un percorso nato da una curiosità personale: comprendere in che modo la musica possa trasformare chi la pratica e chi la ascolta. Da qui sono arrivati gli studi in musicoterapia, la laurea in Scienze religiose, la formazione in ambito umanitario e psicologico, il volontariato e le esperienze di cooperazione in contesti segnati da povertà, guerra, migrazioni e fragilità sociali.
Al centro del suo intervento c’è stata una parola: Ubuntu, espressione dell’Africa australe che significa “io sono perché noi siamo”. Un principio che, nella sua esperienza, diventa pratica concreta: fare musica non per esibirsi, ma per creare legami, restituire fiducia, dare voce a chi rischia di sentirsi escluso o invisibile.
Vassallo ha raccontato agli studenti i progetti realizzati a Korogocho, una delle baraccopoli di Nairobi, dove conduce laboratori di musicoterapia e songwriting con bambini e adolescenti. In quel contesto la voce, il ritmo, l’improvvisazione e la scrittura collettiva diventano strumenti per esprimersi, superare la timidezza, sentirsi parte di un gruppo. Non conta il “saggio finale”, ma il processo: bambini che trovano il coraggio di esporsi, adolescenti che riconoscono il proprio valore, classi che diventano comunità.
Il racconto si è poi spostato in Ucraina, nelle comunità di rifugiati a Leopoli, dove Vassallo opera con Music & Resilience e Mediterranea Saving Humans. Accanto alla distribuzione di aiuti umanitari, la musica diventa uno spazio sicuro in cui persone segnate dalla guerra possono ritrovare ascolto, vicinanza e possibilità di relazione. Analoghi interventi lo hanno portato anche a Kilis, al confine turco-siriano, e in Sicilia, nel campo interculturale Summer for Peace di Sutera, dove bambini del territorio e coetanei rifugiati hanno imparato a comunicare oltre le barriere linguistiche.
Agli studenti delle due seconde, Vassallo ha mostrato come la pace non sia soltanto un grande tema internazionale, ma un esercizio quotidiano di ascolto, empatia e responsabilità reciproca. La musica, in questa prospettiva, non è semplice intrattenimento: è un linguaggio che può avvicinare persone lontane, aprire spazi di fiducia e aiutare a ricucire relazioni ferite.

L’incontro ha rappresentato una tappa significativa nel percorso verso il Giro d’Italia per la Pace, offrendo agli allievi un’occasione concreta per riflettere su cooperazione, diritti, inclusione e cittadinanza attiva. Un’ora intensa, capace di far risuonare domande importanti: che cosa significa prendersi cura degli altri? Come si costruisce una comunità? E quale voce possiamo mettere anche noi al servizio della pace?
