Nyborg, Danimarca – Job shadowing sui percorsi per studenti in difficoltà

Come può la scuola mantenere il contatto con gli studenti che, a causa di ansia, disagio sociale o altre difficoltà dell’età giovanile, faticano a frequentare regolarmente le lezioni? Quali percorsi possono aiutarli a ritrovare fiducia, motivazione e una prospettiva per il futuro?

Sono state queste le domande al centro dell’attività Erasmus+ di job shadowing svolta a Nyborg, in Danimarca, nell’anno scolastico 2024/2025, alla quale ha partecipato il professor Marco Buccolo del Liceo “Leonardo da Vinci” di Alba insieme a cinque docenti provenienti da altre scuole piemontesi.

L’esperienza ha consentito agli insegnanti di osservare da vicino alcuni percorsi educativi rivolti a studenti con problemi di frequenza scolastica collegati a situazioni di disagio sociale, ansia o disturbi tipici dell’età giovanile. Un tema particolarmente attuale, che interpella le scuole europee dopo l’aumento, registrato negli anni successivi alla pandemia, dei casi di ragazzi e ragazze che interrompono gli studi o perdono progressivamente il contatto con la vita scolastica e sociale.

Un sistema flessibile per rispondere ai bisogni degli studenti

Nel contesto osservato a Nyborg, la scuola danese dispone di una significativa autonomia nella progettazione degli interventi rivolti agli studenti in difficoltà. Negli anni corrispondenti alla scuola secondaria di secondo grado italiana, gli istituti possono organizzare percorsi di sostegno e reinserimento modellati sulle esigenze concrete dei propri allievi.

Il dirigente scolastico e il suo staff dispongono infatti di un budget annuale attribuito dallo Stato in proporzione al numero degli iscritti, utilizzabile per attivare soluzioni educative individuate collegialmente dalla scuola. L’obiettivo è accompagnare gli studenti verso il rientro in un percorso scolastico ordinario oppure, quando necessario, verso un graduale avvicinamento al mondo del lavoro.

Il confronto con questa realtà ha permesso ai docenti partecipanti di riflettere sul valore di una scuola capace di intervenire tempestivamente, prima che la fragilità si trasformi in abbandono definitivo.

Le “flexi classes”: piccoli gruppi per ricostruire fiducia e continuità

Uno degli strumenti osservati durante il job shadowing è rappresentato dalle flexi classes, piccoli gruppi composti da un massimo di dieci studenti. Il primo obiettivo è mantenere o ricostruire la continuità con la scuola, attraverso un ambiente più raccolto, flessibile e attento alle esigenze personali.

Gli studenti seguono le discipline fondamentali — danese, matematica e inglese — mentre una parte significativa dell’orario è dedicata ad attività pratiche e orientative. Queste proposte mirano a rafforzare l’autostima, recuperare la motivazione allo studio o al lavoro e ricostruire una routine quotidiana nella quale ciascun ragazzo possa riconoscere e mettere a frutto le proprie capacità.

Le classi sono accompagnate da insegnanti specializzati, impegnati stabilmente in questo compito e senza altri incarichi didattici all’interno dell’istituto. Il loro lavoro avviene in équipe e in stretto collegamento con i servizi sanitari e sociali, in modo da affrontare le difficoltà degli studenti non soltanto dal punto di vista scolastico, ma anche educativo e relazionale.

Dall’osservazione europea alla pratica educativa del Liceo

L’esperienza danese ha evidenziato quanto sia importante costruire percorsi personalizzati per gli studenti più fragili, investendo sulla relazione educativa, sulla continuità e sulla collaborazione tra scuola e servizi del territorio.

Secondo quanto osservato durante il job shadowing, questo modello produce risultati significativi sia nell’orientamento verso il mondo del lavoro sia nel recupero del percorso scolastico, con studenti che riescono a proseguire gli studi anche oltre la scuola superiore.

Per il Liceo “Leonardo da Vinci”, la mobilità Erasmus+ rappresenta quindi un’occasione preziosa di formazione e confronto internazionale: osservare altre esperienze scolastiche europee permette ai docenti di riportare nel proprio istituto nuove domande, strumenti e prospettive per rendere la scuola sempre più inclusiva, attenta alle fragilità e capace di accompagnare ogni studente nel proprio percorso di crescita.